Gli insegnamenti di Riccardo Tozzi
f.trussi | 24 marzo 2011Importanza dell’allenamento, capacità di non arrendersi di fronte alle difficoltà (nel gergo romano-arbitrale “le segate”), sapersi adeguare alla “regionalità” dell’arbitraggio.
Questi ed altri sono alcuni dei principali temi toccati da Riccardo nell’incontro con i colleghi alessandrini della settimana scorsa. Novanta minuti senza soluzione di continuità in cui a nessuno sfiora l’idea di guardare l’orologio. Tanti episodi della sua carriera e non solo raccontati con un lessico che punta dritto ai giovani e ne calamita l’attenzione. Dai primi passi mossi attorno a Roma fra derby di paese e scene da saloon per arrivare, complice anche l’indispensabile fortuna, fino lassù, al palcoscenico della serie A, senza per questo tradire le origini o sentirsi “arrivato”. Prova ne sia il fatto che il momento più temuto della settimana – racconta quasi imbarazzato - resta proprio l’ingresso in sezione il lunedì sera, dopo una “topica” nel fine settimana. La fila di giovani arbitri è pronta ad accoglierlo sulla soglia con il punto interrogativo in fronte.” Ah Ricca’.. Eh che m’hai combinato??”. Tozzi ha scelto di vivere la grande passione che ci accumuna a 360° gradi, fuori e dentro dal campo, tanto da aver portato all’altare Paola, assitente in CAN D e avere in famiglia anche il fratello Fabrizio, assistente CAN Pro. Con una battuta ci spiega che il lunedì “a uno dei tre tocca consolare gli altri” a seconda dei casi!





